Bevi troppi caffè? Ecco come capirlo

Bevi troppi caffè? Ecco come capirlo

Bevi troppi caffè? Ecco come capirlo

Bevi troppi caffè? Ecco come capirlo


Dopo una tazzina di espresso c’è chi si addormenta di colpo e chi invece resta sveglio per ore: questo perché la sensibilità alla caffeina è molto individuale e quindi ognuno reagisce in modo diverso. Quando però si eccede, l’organismo lo capisce e ci avvisa inviando segnali precisi, cui è bene prestare attenzione per attenuare i potenziali effetti negativi delle bevande a base di caffeina.

Il caffè non è solo uno stimolante del sistema nervoso centrale, ma blocca anche i ricettori di adenosina, aumentando al tempo stesso adrenalina, dopamina e glutammato. Un mix di reazioni che possono scatenare ansia, nervosismo, irritabilità e persino esplosioni di rabbia, oltre ad aumentare la frequenza del ritmo cardiaco. 
Il rimedio:
 «Passare al decaffeinato può di certo aiutare, perché riduce ma non elimina del tutto l’assunzione di caffeina e coloro che hanno delle patologie cardiache dovrebbero comunque evitare di bere caffè», suggerisce il professor Michael Yassa, docente di neurobiologia comportamentale all’Università della California, Irvine.

Niente di meglio di una botta di caffeina per mandar via la stanchezza in pochi sorsi. Solo che poi l’effetto svanisce e si rischia così il crollo, come confermato anche da uno studio del 2012, pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, dove si sottolineava come talvolta la caffeina avesse la capacità di ridurre la produttività in ufficio. 
Soluzione:
 «Molte persone si affidano alla loro dose di caffeina per rimanere vigili nel corso della giornata, ma in realtà questa è una “falsa energia”. Solo il cibo può garantire all’organismo il combustibile di cui ha bisogno», avverte la nutrizionista sportiva Jenna Braddock.

La caffeina è diuretica, il che significa che può aumentare la frequenza urinaria, a maggior ragione se non si è un bevitore regolare di caffè, rischiando così di disidratare l’organismo nel caso in cui non si assumesse acqua a sufficienza. Non bastasse, è stato anche dimostrato che il caffè (compreso quello decaffeinato) ha pure un effetto lassativo su circa il 30% delle persone, sebbene gli scienziati non sappiano esattamente perché ciò avvenga e ipotizzino che possa essere causato dall’effetto stimolante dell’acido del caffè su intestino e colon. 
Il rimedio: 
nel primo caso, sempre la dottoressa Braddock suggerisce «di aggiungere uno snack salutare alla tazzina di espresso, perché il cibo rallenta il passaggio della bevanda attraverso lo stomaco e il tratto digestivo verso la vescica», mentre per il secondo “problema” il consiglio è quello di scegliere caffè più scuri, come quelli a tostatura francese, che sono meno acidi e contengono meno caffeina.

Secondo il National Institutes of Health, la caffeina è fra le prime tre cause di contrazione delle palpebre, mentre uno studio della York University ha evidenziato come la caffeina stimoli il rilascio di serotonina e noradrenalina, due neurotrasmettitori che aumentano la reattività nei muscoli e nei nervi. 
Soluzione: 
eliminare il caffè e aumentare l’apporto di acqua.

La scienza imputa al caffè la capacità di sabotare il sonno, distruggendone qualità e quantità, e di incidere sul ritmo circadiano, rendendo più difficile addormentarsi. «Il sonno è fondamentale per ogni aspetto della funzione cognitiva – sottolinea sempre il professor Yassa, che è anche direttore del Centro per la Neurobiologia dell’apprendimento e della memoria – quindi qualunque eventuale beneficio derivante dalla caffeina verrebbe immediatamente spazzato via dalla mancanza di adeguato riposo». 
Il rimedio: 
sebbene non sia per tutti così, perché la risposta dell’organismo all’assunzione di caffeina varia sensibilmente da individuo ad individuo, come consiglio generale converrebbe non assumere caffè dopo le 16, così da evitare eventuali ripercussioni sulle ore di sonno.

Fonte: Corriere della Sera. Leggi l’articolo per intero qua.

Bevi troppi caffè? Ecco come capirlo