Carnevale Bologna, il piccolo Gianlorenzo è morto. La famiglia: grazie delle preghiere

Carnevale Bologna, il piccolo Gianlorenzo è morto. La famiglia: grazie delle preghiere

Carnevale Bologna, il piccolo Gianlorenzo è morto. La famiglia: grazie delle preghiere

Era caduto da un camion del Carnevale, che l’aveva schiacciato. Si è spento ieri pomeriggio.


Gianlorenzo non c’è più. Mamma Siriana e papà Giuseppe gli hanno ripetuto per tutto il giorno «Continua a lottare, non lasciarci». «Speriamo in un miracolo», dicevano ieri ad amici e parenti accorsi in loro conforto. Ci hanno sperato fino all’ultimo che il loro bimbo, che già da martedì era appeso a un filo tra la vita e la morte, si risvegliasse. Anche nel reparto di Rianimazione del Maggiore, i medici e la psicologa avevano spiegato loro che le speranze erano irrisorie. Poi, nel pomeriggio, la triste realtà: l’encefalogramma era piatto da troppe ore. L’annuncio: «il bambino è clinicamente morto».

Lo strazio, papà Giuseppe, distrutto, piange accasciato a terra. La mamma al capezzale del suo bambino insieme a don Alberto, ex parroco della Chiesa di San Giuseppe Cottolengo che due anni fa aveva battezzato il bambino e che non ha lasciato sola la famiglia Manchisi neanche per un attimo. Poi, in serata, la famiglia trova la forza solo di diffondere una breve dichiarazione per ringraziare «tutti i bolognesi che in queste ultime ore sono stati vicini al bimbo con il pensiero o con la preghiera», chiedendo poi «di essere lasciata in pace di vivere il proprio dolore in modo riservato».

La richiesta di silenzio

Ora è dunque il momento del silenzio per la famiglia Manchisi, tre figli, papà originario della Puglia, emigrato prima in Canada e poi a Bologna, addetto alla vigilanza in un istituto privato, mentre la mamma è casalinga. Ma presto arriverà anche il momento di chiedersi il perché di una tragedia così grande. «Vogliamo chiarezza — dice l’avvocato Mauro Nicastro, che assiste i genitori di Gianlorenzo —, chiederemo che siano accertati tutti i passaggi che portano i carri in strada, dal momento della costruzione alla catena di organizzazione dell’evento. Chi doveva verificare le misure di sicurezza?». Inoltre, prosegue il legale, «nessuno ha detto alla mamma “suo figlio non può salire”, né c’era un cartello che indicasse un’età minima, come ci sono persino sui gonfiabili». Sulla dinamica della caduta sembrano esserci ormai pochi dubbi. E il racconto della mamma di Gianlorenzo è già stato verificato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza acquisite dai carabinieri. Il bambino si era seduto, dando le spalle alla strada, nell’intercapedine della ringhiera, ma è rimasto fatalmente col sederino nel vuoto sbilanciandosi all’indietro e finendo sotto il carro, che gli è salito sopra schiacciandogli l’addome. «Ci sono stati quindici maledetti minuti in cui l’ossigeno non è arrivato al cervello», mormorava distrutto il fratello di 20 anni in ospedale. Anche la sorellina di 11 anni ieri mattina è stata accompagnata a salutare il fratellino in fin di vita, si è valutato che non sarebbe stato giusto mentirle.

Il cordoglio della città

«Ci sono tragedie che ci mettono in silenzio — ha detto il sindaco Virginio Merola —. Per questo, con poche parole, esprimo il mio cordoglio a nome di tutta la città. Ringrazio dal profondo del cuore tutti coloro che si sono prodigati per il bambino». Tra chi si è prodigato per primo, c’è un volontario della Curia che faceva servizio d’ordine per i carri e che martedì pomeriggio, in attesa dei soccorsi, ha fatto il massaggio cardiaco sul piccolo corpicino inerme. «Ciao piccolo angelo, nel mio cuore ci sarà sempre spazio per te» ha scritto ieri su Facebook l’uomo, molto provato già da martedì. In tema di soccorsi, ieri l’Ausl ha precisato in una nota che sono passati «7 minuti dalla chiamata al 118 all’arrivo dell’ambulanza con personale formato alla rianimazione cardiopolmonare». Diciotto minuti dopo la chiamata, invece, è arrivato il medico che ha proseguito le manovre rianimatorie, intubato e stabilizzato il bambino. Tempi che rientrano nelle linee guida sul soccorso d’emergenza, ha precisato l’azienda sanitaria. Dalla proloco di Granarolo, invece, dove già martedì sera i carabinieri erano stati per acquisire i documenti sul carro, il presidente Marco Gasparri dichiara: «Siamo tutti sconvolti, si stanno occupando di tutto le forze dell’ordine. Siamo a terra, non deve succedere una cosa così. Anche l’autista, che è un volontario, è sconvolto». Ieri sera in una riunione è stata ricostruita la tragedia e sono state valutate la decisioni da prendere.

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