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Copyright, slitta il voto sulla riforma. Salvini: Viva internet libero

Copyright, slitta il voto sulla riforma. Salvini: Viva internet libero

Era previsto per oggi, 5 luglio, il voto al Parlamento europeo, in seduta plenaria, sulla direttiva riguardante il copyright.


Nei giorni scorsi, numerose proteste si erano levate contro il testo redatto dalla Commissione europea. Wikipedia aveva oscurato il sito e iniziato una raccolta firme, per impedire l’approvazione della direttiva.

Ma oggi, il Parlamento europeo ha respinto l’avvio del mandato a negoziare un compromesso col Consiglio sulla riforma del diritto d’autore. L’aula ha bocciato il testo messo a punto dalla Commissione, rinviandolo a nuova revisione, soprattutto per quanto riguarda l’articolo 11 e 13, i più dibattuti. Il primo, infatti, prevede l’introduzione della “link tax”, mentre l’altro il controllo preventivo dei contenuti caricati on line, bloccando quelli che violano il copyright. Oggi, il testo della direttiva ha collezionato 318 voti contrari, 278 favorevoli e 31 schede bianche. L’assemblea plenaria esaminerà nuovamente il testo modificato nella prossima sessione, a settembre.

Copyright, slitta il voto sulla riforma. Salvini: Viva internet libero

Prima dell’inizio dei lavori di questa mattina, il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva condiviso la sua opinione su Twitter, sostenendo che la direttiva proposta abbia lo scopo “di imbavagliare noi, ma soprattutto voi”. Salvini, al contrario, esalta la possibilità di una rete libera, grazie alla quale lui è riuscito a mettere in atto “parte della rivoluzione” che sta conducendo. A detta del leader leghista, l’obiettivo della direttiva è quello di fare in modo che le persone tornino a informarsi “solo dalle radio ufficiali, le televisioni ufficiali, i giornaloni ufficiali”.

Dopo la decisone del Parlamento europeo, su Facebook è intervenuto Luigi Di Maio, già schieratosi contro la “legge bavaglio”, esultando per il risultato ottenuto in questo “giorno importante”, nel quale è stato mandato un segnale forte: “nessuno si deve permettere di silenziare la rete e distruggere le incredibili potenzialità che offre in termini di libertà d’espressione e sviluppo economico”. Dopo l’esultanza, arriva immediato l’impegno attivo nella nuova battglia che si profila, cioè quella che interesserà la prossima assemblea, a settembre, nella quale sarà possibile presentare emendamenti. L’obiettivo annunciato da Di Maio sarà quello di far cancellare i due articoli “più pericolosi della direttiva”, che corrispondo ai numeri 11 e 13.

da ilgiornale.it

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