Docenti universitari, avvocati e magistrati: ecco i fan rossi dell'immigrazione

Docenti universitari, avvocati e magistrati: ecco i fan rossi dell’immigrazione

Docenti universitari, avvocati e magistrati: ecco i fan rossi dell’immigrazione

Dai tribunali di Firenze e Bologna al Tar della Toscana, ecco chi sono gli ultrà dell’accoglienza che combattono Salvini a suon di sentenze.

“Quei magistrati avrebbero dovuto astenersi”. Al ministero dell’Interno non nascondo l’insofferenza nei confronti delle recenti incursioni da parte di certe toghe rosse contro le direttive firmate Matteo Salvini.

Ma fanno anche sapere che non sono disposti a rimanere inermi dinnanzi a una simile ingerenza. Nei prossimi giorni, infatti, il Viminale impugnerà la sentenza del Tar di Firenzecontro le cosiddette “zone rosse” e riformulerà l’ordinanza per allontanare balordi e sbandati da alcune aree cittadine. Non solo. Verrà anche presentato il ricorso contro le sentenze dei tribunali di Bologna e Firenze che, facendo carta straccia del decreto Sicurezza, hanno permesso l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo.

“Intendiamo rivolgerci all’Avvocatura dello Stato per valutare se i magistrati che hanno emesso le sentenze avrebbero dovuto astenersi, lasciando il fascicolo ad altri”, fanno sapere dal Viminale ricordando che questi stessi giudici avevano assunto in passato posizioni in contrasto con le politiche del governo in materia di sicurezza, accoglienza e difesa dei confini. Idee che sono state espresse pubblicamente o attraverso rapporti di collaborazione o vicinanza con riviste sensibili al tema degli stranieri come Diritto, immigrazione e cittadinanza o con avvocati dell’Associazione studi giuridici per l’immigrazione (Asgi) che hanno difeso i migranti contro il Viminale. Tra le toghe rosse contro cui Salvini punta il dito c’è Luciana Breggia, la presidente della sezione specializzata in materia di immigrazione e protezione internazionale del Tribunale di Firenze. Come avevamo già scritto nei giorni scorsi, è lei la relatrice della sentenza che ha escluso il ministero dal giudizio sull’iscrizione anagrafica di un immigrato.

Da certi magistrati la propria militanza politica viene manifestata alla luce del sole. La Breggia, per esempio, durante un dibattito pubblico organizzato a Firenze l’8 aprile, ha censurato l’uso della parola “clandestini”. In un’altra occasione, invece, ha partecipato alla presentazione del libro L’attualità del male, la Libia del male è verità processuale, scrotto dell’avvocato dell’Asgi Maurizio Veglio, lo stesso legale che ha assistito l’immigrato che ha fatto ricorso contro il Viminale sull’iscrizione anagrafica e a cui la Breggia ha dato ragione. Durante l’incontro il magistrato, che è anche coordinatrice della onlus “Rete per l’ospitalità nel mondo”, era seduta accanto a Alessandra Sciurba, la portavoce dell’ong di Luca Casarini & Co. “Mediterranea Saving Humans”, e al professore Emilio Santoro che, in una recente intervista, ha definito l’attuale esecutivo “il governo della paura”.

Santoro è docente ordinario di Filosofia del diritto e Diritto degli stranieri proprio nel polo delle Scienze sociali dell’università di Firenze dove ha sede la redazione della rivista online Diritto, immigrazione e cittadinanza con cui collaborano sia il presidente della seconda sezione del Tar della Toscana, Rosaria Trizzino, che ieri ha bocciato le zone rosse anti balordi, e il presidente della prima sezione del tribunale civile di Bologna, Matilde Betti, che il 27 marzo 2019 non ha accolto il ricorso del Viminale contro la decisione del giudice monocratico del capoluogo emiliano che disponeva l’iscrizione nel registro anagrafico di due immigrati. Uno di questi era difeso da un altro avvocato dell’Asgi, Nazzarena Zorzella, che per anni ha co-diretto Diritto, immigrazione e cittadinanza e che ora è nel comitato editoriale dove siede anche la Betti. Un impegno pubblico che sfocia nella militanza politica. Tanto che in più di un’occasione Salvini li ha invitati a smettere la toga e ad affrontare le urne: “Se qualche giudice vuole fare politica e cambiare le leggi per aiutare gli immigrati lasci il tribunale e si candidi con la sinistra”.

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