FRODE FISCALE VERDINI: A PROCESSO ANCHE AMMINISTRATORE DI LADY RADIO e RDF

FRODE FISCALE VERDINI, AMMINISTRATORE DI LADY RADIO e RDF

FRODE FISCALE VERDINI AMMINISTRATORE DI LADY RADIO e RDF

FRODE FISCALE VERDINI AMMINISTRATORE DI LADY RADIO e RDF


Ripercorriamo insieme i passaggi:

Articolo del 2010, ilfattoquotidiano

Domande retoriche: fareste affari con un avversario? Entrereste in società con lui? Nella politica in Toscana la risposta non è scontata. Prendete i giornali e l’informazione, per esempio, strumenti fondamentali per la formazione del consenso. Sapete chi c’è tra i soci del Giornale della Toscana di Denis Verdini, il coordinatore nazionale Pdl, il dirigente appena un gradino sotto Silvio Berlusconi, il politico ritenuto il tessitore delle trame P3, il proprietario del Credito cooperativo fiorentino, la “banchina” sospettata di aver elargito a fiumi e per anni crediti facili agli amici degli amici? Nella Ste (Società toscana di edizioni), l’azienda editrice del Giornale, ci sono il Monte dei Paschi di Siena e la Coop Centro Italia. Cioè la terza banca italiana dopo Intesa e Unicredit, quella a più alto tasso di influenza e presenza Pd, per non dire a quasi totale influenza pidiessina, e una delle coop di consumo tra le più grandi di tutto il sistema cooperativo rosso. E sapete anche chi sta per comprare Radio Dimensione Firenze e Lady Radio, emittenti che fanno riferimento a Verdini? La Cna di Firenze, sigla storica dell’associazionismo di sinistra.

Casi? Coincidenze fortuite? Forse, anche se è difficile crederlo. Nelle dichiarazioni ufficiali, nella propaganda, sulla carta, Pd e Pdl non si possono vedere, stanno fieramente su fronti opposti, si contendono il consenso centimetro per centimetro. Il primo amministra quasi ovunque dal dopoguerra anche se con sigle di volta in volta diverse, dal Pci al Pd. Il secondo dovrebbe dare fiato e sostanza all’opposizione e proporsi come alternativa credibile di governo. Ma basta grattare un po’ la superficie per scoprire una realtà diversa, per accorgersi che non sempre è così e non dappertutto. Se si parla di affari, appalti, costruzioni, giornali e informazione, i due schieramenti mostrano inaspettati punti di contatto, affinità, intrecci e contiguità, tanto da apparire sorprendentemente più vicini che lontani.

In Toscana, tra gente che ci gode a levar la pelle con una battuta, si sente dire spesso che Pd e Pdl somigliano ai ladri di Pisa, tutti intenti a litigare a sangue di giorno per spartirsi il bottino arraffato insieme di notte.
Che Monte dei Paschi, Coop e Cna siano contigui al Pd è risaputo. La Cna è la più grande associazione di artigiani del capoluogo fiorentino, con 11 mila imprese associate e si appresta a puntare 1 milione di euro circa per entrare con quote di minoranza nel capitale delle due radio toscane, due emittenti molto ascoltate e storiche (Rdf è stata fondata 34 anni fa, l’altra 6 anni dopo), entrambe partecipate da Verdini e controllate da Pierluigi Picerno, legale rappresentante della Ste e amministratore del Giornale della Toscana dello stesso Verdini a sua volta collegato al Giornale diretto da Vittorio Feltri e di proprietà di Paolo Berlusconi. Il nome di Picerno ricorre spesso nelle indagini su Verdini e la P3, indicato come il professionista che accompagnò una certa Antonella Pau, legata al faccendiere piduista Flavio Carboni, nella sede della banca di Verdini per trattare gli aspetti finanziari del lancio di un’edizione sarda del Giornale toscano. Imbarazzi nella Cna a trattare con Verdini & company? Non traspaiono. Spiega il direttore dell’associazione, Luigi Nenci: “Non trattiamo direttamente con lui, a noi interessa portare i temi del lavoro al centro dei programmi di quelle emittenti”….

Articolo del 2012

Partiamo dall’assetto societario di Metropoli, edito e posseduto dalla Settemari scarl, di cui Nucci è il presidente del consiglio di amministrazione. Tra i consiglieri della Settemari compaiono anche Riccardo Corsi e Paolo Tommasi, mentre l’elenco dei soci al 2010 comprende Fabrizio Nucci, Debora Pellegrinotti, Marco Nucci, Riccardo Corsi, Caterina Corsi, Paola Baroni, Adele Tasselli, Elena Crescioli, Jacopo Nesti, Matteo Pucci.
Nucci e Corsi compaiono anche, con le medesime cariche della Settemari, in un’altra società costituita nel 1996, la Nuova Toscana Editrice srl ­ che tra i consiglieri annovera anche Massimo Parisi, deputato, coordinatore regionale del PDL e braccio destro di Denis Verdini ­ e che ha un capitale sociale di 62.000 euro equamente suddiviso al 20% tra 5 soci (Denis Verdini, Massimo Parisi, Fabrizio Nucci, Riccardo Corsi e il gruppo Margheri S.p.A.).
Nella società ricopre la carica di consigliere Marco Margheri, che è anche consigliere delegato delle Costruzioni Margheri. Il gruppo Margheri è una realtà imprenditoriale importante, che però ha una storia travagliata; fu coinvolto nello scandalo del RUC a Campi, che portò il 5 giugno 2006 i carabinieri a perquisire il Comune di Campi Bisenzio, vicenda dalla quale il gruppo uscì infine assolto; e successivamente, nell’ottobre 2009, nello scandalo Quadra, che portò in prigione tra gli altri l’ex­capogruppo del PD a Palazzo Vecchio Alberto Formigli e che riguardava parecchie pratiche edilizie intestate al gruppo. Quindi alcuni soci di Nucci (e di Metropoli) avevano e hanno non solo forti interessi in campo economico, ma anche buone entrature nella politica nazionale e della Piana.
Vi è poi un’altra società, nel cui organigramma Nucci non figura ma che, come vedremo, ha avuto rapporti non banali con la Settemari: la Nuova Editoriale scarl, che a sua volta possiede il 51% di una seconda società (assieme a Denis Verdini, che ne possiede un altro 20,27%, e alla società Edicity che ne possiede una quota dell’11,62%, e dalla Edi.B. SpA, che ne possiede un altro 15%.): la Società Toscana di Edizioni, la quale edita dal 1998 il Giornale della Toscana, supplemento regionale de Il Giornale.
La Nuova Editoriale scarl ha tra i suoi soci Diletta Chiara Verdini, nonché Enrico Luca Biagiotti, a sua volta ex membro del consiglio di amministrazione del Credito Cooperativo Fiorentino a cui apparteneva anche Nucci e figura importante nell’organigramma di Lady Radio e di una seconda radio locale, RDF, oltre che consigliere della Società Toscana di Edizioni. Insomma, un piccolo (forse non tanto piccolo, gruppo mediatico).
Sia il Giornale della Toscana che Metropoli, tramite Metropoli Day, attraggono parecchi finanziamenti pubblici di quelli destinati al pluralismo della stampa: a Metropoli sono toccati, all’incirca, 2 milioni e 200.000 euro l’anno, mentre il Giornale della Toscana, in totale, in quanto giornale edito da una cooperativa di giornalisti, ha raccolto in totale 17 milioni di euro di finanziamenti pubblici nei vari anni….

Articolo 2016 e IlFattoQuotidiano

Per il sostituto procuratore Luca Turco la presunta maxi-evasione fiscale del gruppo editoriale Ste che faceva capo al parlamentare di Forza Italia Denis Verdini coinvolge anche Pierluigi Picerno, l’amministratore della concessionaria di due radio fiorentine, Rdf e Lady Radio.

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Lo ha detto il magistrato nell’udienza preliminare davanti al gup Angelo Antonio Pezzuti. Per il procuratore il Gruppo Società Toscana di Edizioni – Sette mari avrebbe emesso fatture false  tra il 2007 e il 2010 per dichiarare al fisco passività inesistenti ed evitare o ridurre fortemente le imposte sul reddito e sull’Iva. Nelle dichiarazioni dei redditi le passività fittizie ammonterebbero a 6,6 milioni di euro, nelle dichiarazioni dell’Iva la cifra raggiungerebbe i 7,6 milioni. Il gruppo pubblicava il Giornale della Toscana, non più in edicola da tempo.

Il giudice ha rinviato a giudizio gli amministratori coinvolti perché le loro società appartenevano a Ste o avevano rapporti di lavoro con il gruppo editoriale. Si tratta di Massimo Parisi, coordinatore regionale di Forza Italia in Toscana, Fabrizio Nucci, Sauro Ballerini, Samuele Cecconi, Giovanni Luchetti, Renato Pacca, Pierluigi Picerno, Fabrizio Toti. L’accusa è aver emesso oltre 800 fatture false per forniture fasulle di servizi e beni, incluse consulenze e pubblicità, in modo da alzare le spese. Picerno, amministratore e liquidatore di Ste, è anche amministratore unico di Intermezzi, società di pubblicità e comunicazione concessionaria di Rdf e Lady Radio. Il processo inizierà il 14 marzo 2016.

Gennaio 2017 : Verdini, pm chiede 11 anni di carcere per il senatore di Ala: “Trasformò Credito fiorentino nel suo bancomat privato”

Trasformò una banca “nel suo bancomat privato” e nel suo riconosciuto centro di “potere e comando“. Poi ecco una serie di dettagliate ispezioni di Bankitalia: e nel 2010 il Credito cooperativo fiorentino fallì a vent’anni dalla nomina di Denis Verdini come presidente. È per questo motivo che oggi  il pm Luca Turco ha chiesto al tribunale di condannare a 11 anni di reclusione l’attuale senatore di Ala. La sentenza è prevista a fine febbraio. In totale i pm hanno chiesto di condannare 33 imputati per il crac della ex Bcc di Campi Bisenzio, mentre altri 10 sono usciti dal processo perché nel frattempo è intervenuta la prescrizione. “Sosterremo che lei è un truffatore che ha fatto carte false per acquisire i contributi per l’editoria“, “il nostro mestiere è attribuire colpe. E lei, Verdini, ha rovinato una banca, piccola ma importante”, era stato l’incipit della requisitoria del pm.

 FRODE FISCALE VERDINI AMMINISTRATORE DI LADY RADIO e RDF