Inchiesta sui soldi finiti in investimenti immobiliari e quote delle società, uno degli indagati è il cognato di Matteo Renzi

Inchiesta sui soldi finiti in investimenti immobiliari e quote delle società, uno degli indagati è il cognato di Matteo Renzi

Tre fratelli, Alessandro, Luca, e Andrea Conticini, di Castenaso (Bologna), risultano indagati a vario titolo per riciclaggio e appropriazione indebita nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze su 6,6 milioni di dollari destinati ad attività benefiche in Africa e finiti invece, in base a rogatorie internazionali, su conti correnti bancari personali riconducibili ai tre.

I 6,6 milioni di dollari sono parte dei 10 milioni di dollari con cui Unicef, Fondazione Pulitzer e onlus americane e australiane, intendevano finanziare le attività benefiche di Play Therapy Africa. Andrea Conticini, cognato di Matteo Renzi, è indagato per aver prelevato soldi dai conti e averli destinati a tre società fra cui la Eventi6 di Rignano riferibile alla famiglia Renzi, che risulta estranea all’inchiesta. Ai tre fratelli in giugno la procura ha notificato un invito a comparire ma nessuno di loro si è presentato.


Oltre 6,6 milioni di dollari destinati ad attività di assistenza di bambini africani sarebbero transitati sui conti privati di Alessandro Conticini, fratello maggiore di uno dei cognati di Matteo Renzi, e utilizzati in gran parte per cospicui investimenti immobiliari e in misura minore (per circa 250 mila euro) per l’acquisto di quote di alcune società della famiglia Renzi o di persone ad essa vicine. Un’accusa gravissima che l’avvocato Federico Bagattini respinge risolutamente, facendo rilevare che nessuna delle organizzazioni che hanno donato contributi di beneficenza alla Play Therapy Africa Ltd, di cui Conticini – impegnato da anni nelle attività di aiuti umanitari – era socio e direttore, “ha fatto la benché minima denuncia nei suoi confronti”.

Quel che è emerso dalle indagini della Guardia di finanza e dalle rogatorie all’estero disposte dal procuratore aggiunto Luca Turco e dal sostituto Giuseppina Mione è tuttavia piuttosto allarmante. Alessandro Conticini, 42 anni, e il fratello minore Luca, 37, che poteva operare sui conti della Play Therapy Africa e su quelli personali del fratello, sono sotto inchiesta per appropriazione indebita aggravata e autoriciclaggio. Il terzo fratello, Andrea, gemello di Luca e marito di Matilde Renzi, sorella dell’ex presidente del consiglio, è indagato per riciclaggio, per gli acquisti, a nome del fratello Alessandro, di quote di tre società: la Eventi 6 della famiglia Renzi, la Quality Press Italia e la Dot Media di Patrizio Donnini e di sua moglie Lilian Mammoliti, legati ai Renzi. Queste operazioni risalgono al 2011. Alla Eventi & sono arrivati 133 mila euro, alla Quality Press Italia 129 mila, alla Dot Media 4 mila.

Alessandro Conticini, che vive all’estero, è stato il rappresentante dell’Unicef ad Addis Abeba, poi si è avvicinato alla Associazione per la Play Therapy fondata a Londra nel 1982, con la quale ha costituito la Play Therapy Africa, e fra il 2008 e il 2016 ha raccolto circa 10 milioni di dollari di fondi destinati ai bambini africani. Il principale donatore è stata la Fondazione Pulitzer, che attraverso la organizzazione no profit Operation Usa ha versato alla Play Therapy Africa 5,5 milioni di dollari, seguita da Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia) che ha donato 3,8 milioni di dollari e da altre organizzazioni umanitarie australiane, americane ed europee, che complessivamente hanno versato quasi 900 mila dollari.

L’inchiesta della procura di Firenze nasce da alcune segnalazioni bancarie. Sui conti correnti personali di Alessandro Conticini presso la Cassa di Risparmio di Rimini, agenzia di Castenaso (città di origine dei tre fratelli), sono transitati – secondo le accuse – quasi 6,6 milioni di dollari provenienti dalle donazioni, in parte utilizzati nel 2015 per la sottoscrizione di un prestito obbligazionario di 798 mila euro emesso da una società dell’isola di Guernsey, e in parte destinati fra il 2015 e il 2017 a un investimento immobiliare in Portogallo per un importo di 1 milione e 965 mila euro.

La procura ritiene che una parte del denaro sia inquadrabile quale compenso di Alessandro Conticini, di sua moglie e dei loro collaboratori, ma non nelle proporzioni rilevate nei passaggi dai conti della società in quelli personali di Conticini. Non 6,6 milioni su 10. L’avvocato Bagattini, che difende i tre fratelli con la collega Chiara Zecchi di Bologna, afferma che tutto è puntualmente spiegato in una memoria che verrà depositata alla conclusione delle indagini preliminari. E spiega che i tre fratelli, convocati per essere ascoltati il 14 giugno, non si sono presentati perché – dopo che si erano dichiarati disponibili a chiarire tutto e uno di loro era arrivato dall’estero – la procura aveva annullato gli interrogatori fissati nel dicembre scorso.

In ogni caso, la recente riforma che ha esteso la procedibilità a querela per molti reati, lo ha fatto anche per la appropriazione indebita aggravata. E finora – come sottolinea l’avvocato Bagattini – nessuno dei donatori ha presentato denuncia contro i Conticini. La procura ha provveduto in queste settimane ad avvisare della modifica legislativa Unicef, Fondazione Pulitzer, Operation Usa e le altre associazioni benefiche e a chiedere se intendano sporgere querela, senza di che il reato di appropriazione indebita diventerebbe improcedibile.

da Repubblica

http://www.ilgiornale.it/news/politica/cognato-renzi-indagato-riciclaggio-1563340.html

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