Prof. Giancarlo Ugazio parla dell’acqua e amianto in Italia

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Giovedì 11 Dicembre 2014 è andato in onda il primo appuntamento con il Prof. Giancarlo Ugazio nel programma di Gheri Guido parlando di acqua in Italia ed amianto.

Ascolta la rubrica nel podcast

 

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Ha conseguito la maturità classica, a Novara, nel luglio 1951, e si è immatricolato in Medicina e Chirurgia a Pavia, nel novembre 1951. L’esito dell’esame di maturità gli ha concesso l’assegnazione di una borsa di studio del Collegio Marco Caccia di Novara, mantenuta per l’intero corso di laurea e corroborata da tre successivi premi annuali di merito e da una medaglia d’oro finale. Nel secondo triennio del ciclo di studi ha fruito di un assegno annuale al merito da parte del centro addestramento Giacinto Motta, della Società Edison, per figli di dipendenti. Il 29 luglio 1957, si è laureato in Medicina e Chirurgia a Pavia, con il voto di 110/110 e lode, discutendo una tesi sperimentale su aspetti biochimici della guarigione delle ferite cutanee e conseguendo il premio di laurea Lepetit. Si è poi specializzato in Anestesiologia e Rianimazione a Pavia nel 1960. Successivamente è divenuto assistente straordinario in Patologia Generale a Cagliari nel gennaio 1959, e poi assistente ordinario in Patologia Generale a Cagliari nel maggio 1962.

All’inizio degli anni 90, l’azione combinata del fanatismo degli animalisti locali, insieme con la miope insipienza degli organi amministrativi dell’università di Torino, ha reso impossibile il proseguimento dell’attività di ricerca sperimentale che, iniziata a metà degli anni 50, ha permesso di raggiungere due importanti modelli atti alla salvaguardia della salute: a) la protezione dalla cataratta diabetica nel ratto, e b) la preparazione di una cirrosi epatica sperimentale nel coniglio, indispensabile preludio per l’autotrapianto del fegato – una pratica che non richiede la donazione di un organo da estraneo deceduto, né l’immuno-soppressione del ricevente pratica applicata di regola per prevenire il rigetto del trapianto eterologo.
A far tempo da questi anni, da un lato si è intensificata l’attività divulgativa degli aspetti preventivi della patologia sperimentale, e di quella ambientale in particolare, mentre dall’altro ha avuto inizio un nuovo approccio di ricerca, rivolto allo studio delle condizioni ecotossicologiche dei corpi idrici.
Per realizzare il primo filone, negli anni accademici 1993-1994, 1996-1997, 1997-1998, 1998-1999 e 1999-2000 ha svolto opera di divulgazione scientifico-didattica di temi di patologia ambientale sotto forma di attività didattica interattiva (A.D.I.) per gli studenti del corso di laurea in Medicina-Chirurgia, organizzando e coordinando seminari ad hoc, dei quali sono stati stampati gli Atti. Questo impegno didattico istituzionale è stato reso possibile dal sostegno finanziario della facoltà medica dell’Università di Torino, che ha fornito il software bibliografico, buona parte della cancelleria, e la collaborazione di studenti part-time. Inoltre, a partire dal 1990 a tutt’oggi, nel quadro dell’attività divulgativa extra-murale delle conoscenze della patologia ambientale, ha svolto numerosi interventi di cui hanno fruito comuni cittadini, studenti di scuole universitarie di specializzazione e studenti di scuole medie, per un totale di circa tremilanovecento individui con un impegno di circa 170 ore, presentazione e discussione comprese.
Nell’ambito del secondo filone, in buona parte nuovo, ha iniziato acquisendo un prezioso patrimonio di conoscenze scientifiche con la frequenza del terzo corso internazionale teorico-pratico di tossicologia acquatica a Ghent (Belgio), settembre 1994. Ha poi svolto campagne di prelievo di campioni fluviali, a cadenza semestrale, per quattro successive annate, su 24 fiumi della valle padana, studiati in 29 siti di prelievo, con l’applicazione del modello di studio imparato a Ghent, sia sull’acqua fluente, sia e soprattutto sul sedimento di fondo. Lo stesso modello è stato successivamente esteso ad altri corpi idrici piemontesi di rilevante interesse ecotossicologico, il torrente Chiusella, il rio Torto, il torrente Banna ed il rio Tepice. Nel 1998-1999, a seguito dell’ostracizzazione da parte di un funzionario della Regione Piemonte, l’asse dell’interesse è stato orientato verso l’inquinamento da mercurio nella valle del fiume Cecina. Lo studio eseguito in Toscana è stato reso possibile dall’impiego oculato e parsimonioso del finanziamento del M.U.R.S.T. per il biennio 1997-1998. Questa circostanza è risultata preziosa in quanto la divulgazione dei risultati sperimentali ha costretto le istituzioni del luogo a cercare per davvero il mercurio nei siti di dovere.
Nel 1999, un revisore anonimo del M.U.R.S.T. ha cassato la richiesta di finanziamento per ricerca scientifica di patologia ambientale, sia basandosi sul valore di impact factor – una delle più grandi truffe nella comunità scientifica internazionale – sia, soprattutto, per spegnere sul nascere i due propositi qualificanti del progetto in vista di prevenzione vera: a) informazione dell’opinione pubblica e b), referto all’autorità giudiziaria secondo il dettato dell’art., 365 del C.P. Così la corporazione degli Scienziati si è salvaguardata ma nessuno si è dato pensiero della salute della collettività.
Nel tentativo di ovviare a queste limitazioni, Giancarlo Ugazio ha posto in essere tre iniziative. Anzitutto, il 6/1/00 ha inviato un esposto sul mercurio nella Valdicecina alle procure della Repubblica di Livorno e di Pisa. Poi, il 18 marzo 2000, ha preso parte alla trasmissione in diretta di Rai-3 ”Ambiente Italia”, quindi, il 5/4/00 è stato intervistato nei laboratori della Sezione di Patologia Ambientale dagli stessi conduttori di RAI-3 nella trasmissione “Italie” e nel telegiornale del Piemonte. Nello stesso tempo ha promosso l’istituzione di un gruppo di ricerca per la prevenzione della patologia ambientale – G.Ri.P.P.A. – libera associazione senza fini di lucro, riconosciuta con rogito notarile, che potrà essere uno strumento indispensabile di autofinanziamento per la creazione e la divulgazione di conoscenze scientifiche di patologia ambientale rivolte alla prevenzione dei rischi.