Storia di Gabriele, papà di un bimbo danneggiato dai vaccini

Storia di Gabriele, papà di un bimbo danneggiato dai vaccini

Storia di Gabriele, papà di un bimbo danneggiato dai vaccini

Storia di Gabriele, papà di un bimbo danneggiato dai vaccini

“Non l’abbiamo alimentato a benzina, non gli abbiamo dato da mangiare funghi velenosi”. Gabriele Milani non è arrabbiato, è deluso: “Deluso dal comportamento di quelli che si definiscono professionisti della salute”. Anche lui lo è, di mestiere fa l’infermiere. Ma è soprattutto il papà di un bambino di sette anni al quale i vaccini hanno provocato un’encefalopatia su base immunitaria tossico-allergica, che ha portato ad una diagnosi di sindrome dello spettro autistico: “Sai qual è il problema? La sanità è diventata un business e si è persa del tutto l’etica”.

Gabriele si ricorda bene il giorno in cui al suo bambino si gonfiarono i linfonodi in tutto il corpo e al pronto soccorso gli dissero “si rivolga al medico curante”. Si ricorda ancora meglio tutte le volte in cui gli hanno detto che no, non erano i vaccini a provocare in suo figlio, ogni volta, strane reazioni e che prescrivere esami sul sistema immunitario sarebbe stato complesso.

Eppure, ad un certo punto, quel sistema nel bimbo di Gabriele va in palla: “Non c’è stato un vaccino specifico che in mio figlio ha fatto precipitare le cose, dal terzo esavalente ha iniziato a manifestare problemi gastro-intestinali e altre reazioni avverse che gradualmente hanno avuto effetti neurologici devastanti. All’inizio è stata compromessa la sua capacità motoria che con le terapie giuste e tanto impegno stiamo recuperando. E poi il suo linguaggio: mio figlio non riesce ad esprimere i suoi bisogni. Come se avesse avuto un ictus”.

Per quanti miglioramenti ci possano essere, Gabriele è consapevole che “i danni da vaccino rimangono incisi nel Dna”. Ed è convinto che i medici incontrati sul suo drammatico percorso non siano stati tanto ostili, quanto “ignoranti biologicamente”. Come se avessero paura di indagare, di andare oltre. Ma Gabriele non si dice contrario ai vaccini a priori: “Ne ho una visione critica. Quando vengono presentati ai genitori, vengono propinati come protettivi e liberi da danni. Non vengono fornite le informazioni che sono nei cassetti delle case farmaceutiche. Io sono per un’informazione etica, giusta”.

Gabriele divide il suo tempo tra il lavoro, la famiglia e le ricerche: “Faccio informazione più che altro con il passaparola, a rischio di passare per carbonaro. E poi tramite il mio sito Autismo Vaccini. Molti genitori che hanno deciso di effettuare esami sul sistema immunitario dei figli prima di vaccinarli e poi hanno scelto di diluire nel tempo i vaccini proposti dal sistema sanitario come polivalenti, oggi mi ringraziano”.

Gabriele, in virtù della sua storia, non è ideologico. Conferma che non esistono ricerche che confermino una correlazione tra vaccini e autismo. Ma i punti sulle “i” vanno messi: “La diagnosi autistica è clinica, si fa sul comportamento. Oggi si parla di spettro autistico proprio perché cambia da bambino a bambino. Ma quando abbiamo un’encefalopatia i parametri cambiano. Se un bambino è pieno di cariche tossiche, se ha il sistema immunitario devastato, un motivo ci sarà. E che si sia un legame con i vaccini lo si sa dagli anni Novanta. Ma succederà come per le sigarette, come per l’amianto: a suon di morti la verità verrà a galla. Purtroppo”.

Per fortuna, invece, Gabriele e la moglie, davanti alla sfortuna che è capitata loro, si sono uniti ancora di più: “Molte coppie si sfasciano, molte famiglie vengono distrutte davanti a fatti come quelli successi a noi. Noi ci siamo compattati. E ogni giorno cerchiamo di fare avere a nostro figlio una vita pari a quella dei suoi coetanei”. Da articolo http://www.emiliaromagnamamma.it/2013/10/si-rivolga-al-medico-curante-la-storia-di-gabriele-papa-di-un-bimbo-danneggiato-dai-vaccini/

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